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#onMOway, il mio viaggio on the road tra Veneto ed Emilia Romagna.

Amo andare lontano, prendere aerei che sorvolano oceani e sentir parlare un’altra lingua anche se non la capisco, eppure, se c’è una cosa che ho imparato in un periodo dove il lavoro non c’è, è che superare confini è bello, ma anche voltare l’angolo non scherza. Basta solo saper guardare, scegliere, apprezzare anche quando non sembra facile, anche quando non lo è, perché la testa è in un altro continente e i piedi fremono. 

"...una macchina..."

“…una macchina…”

A volte bastano una macchina, qualche soldo messo da parte per la benzina e una piccola ricerca per scoprire delle vere e proprie chicche, dei piccoli puntini sulle mappe che spesso passano inosservati. Luoghi che, in un mondo grande come il nostro, sono relativamente vicini a casa, che sanno regalarti delle sorprese anche quando ti aspetti poco. Alla fine sono quelle inaspettate le cose migliori, no? Si parte da casa, con il sole che sale e una notte così corta che sembra non esserci stata, perché il cambio dell’ora le ha rubato un bel po’ di minuti. Ci si mette in moto, seguendo un navigatore che si diverte a prendere in giro chi guida e con la voglia di staccare, di dimenticarsi dei libri che aspettano sulla scrivania in camera. Direzione sud, direzione Ravenna.

Direzione Ravenna.

“…direzione Ravenna.”

I cartelli stradali si susseguono, le ruote macinano i primi chilometri e poi qualcosa (chiamiamolo intuito o anche solo curiosità) ti suggerisce una sosta. Ne nasce una colazione a Chioggia, così vicina eppure mai conosciuta di persona, un po’ come quei coetanei di cui sai molte cose, ma ai quali non hai mai stretto la mano. È domenica mattina, il sole sta ancora sbadigliando, il cielo è terso e la città si sta svegliando piano piano. È una piccola Venezia, una sorella minore che si affaccia sulla laguna dal profumo inconfondibile (sì, durante le belle giornate per me è un profumo). Le barche già si muovono da un po’, non c’è confusione e ti accorgi che quella piccola sosta improvvisata, addolcita da cappuccino e cornetto, ha fatto iniziare il viaggio con il piede giusto.

"...una piccola Venezia..."

“…una piccola Venezia…”

Si chiudono le portiere, si riparte e si attraversa il Delta del Po, che dopo averlo ammirato dal finestrino, è sulla lista delle cose da vedere. Arrivare a Ravenna è un attimo, trovare parcheggio un po’ meno, ma ad una passeggiata non si rinuncia. Le piccole vie del centro si intrecciano fino ad aprirsi in Piazza del Popolo, che brulica di persone durante una domenica mattina di inizio primavera. Prima il tentativo di seguire una cartina di fortuna, per raggiungere la tomba di Dante Alighieri, poi i piedi che sembrano proseguire a caso, da soli. Passeggiare per Ravenna è semplice, c’è quell’atmosfera dei piccoli capoluoghi italiani, quella da piccola grande città, ma sarà il sole che comincia a scaldare, sarà la fame che si fa sentire, la riviera chiama e ad una piadina a Marina di Ravenna non si rinuncia. 

"Le piccole vie del centro si intrecciano fino ad aprirsi in Piazza del Popolo..."

“Le piccole vie del centro si intrecciano fino ad aprirsi in Piazza del Popolo…”

Si prosegue poi per Modena e la sua provincia, che danno il nome a questo piccolo viaggio un po’ improvvisato. Ci si dedica ai motori e ad un pezzo di storia italiana: prima alla Casa Museo Enzo Ferrari e poi al Museo Ferrari di Maranello, dei quali vi parlerò presto. La base è però a Serramazzoni, sulle colline modenesi. La signora Antonella del Bed&Breakfast Serra Pineta è stata una gentile padrona di casa, tanto che la mattina dopo, oltre ad alcune cose preconfezionate, un po’ di crostata e alcuni biscotti preparati da lei aspettavano di essere gustati insieme a latte e caffè prima di rimettersi in moto.

"...Bed&Breakfast Serra Pineta..."

“…Bed&Breakfast Serra Pineta…”

Oltre ai motori, c’è qualcos’altro che rende speciale questa provincia ed è il suo essere parte della zona dove viene prodotto il Parmigiano Reggiano DOP, uno dei cibi italiani per eccellenza. Non distante dal centro di Serramazzoni, un piccolo caseificio sorge sulle colline che circondano la cittadina, il Santa Rita Bio. Qui ho incontrato le mucche dalle quali viene munto il latte e ho assaggiato un Parmigiano che mi fa ancora venire l’acquolina in bocca. Ma anche questa è un’altra storia.

"...dove ho incontrato le mucche dalle quali viene munto il latte..."

“…dove ho incontrato le mucche dalle quali viene munto il latte…”

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MAPPA E INFO

L’hashtag #onMOway nasce dall’unione di “on my way” e la sigla della provincia di Modena: MO. Poco più di 360 chilometri, due regioni italiane e quattro province. Con #onMOway ho raggiunto Chioggia (Ve), Ravenna e Marina di Ravenna (Ra), Modena, Maranello e Serramazzoni (Mo).

#onMOway

#onMOway

6 thoughts on “#onMOway, il mio viaggio on the road tra Veneto ed Emilia Romagna.

  1. Chioggia è poco nominata ma è davvero molto molto carina, piccola, ma intima! Noi ci siamo passati in vespa e ci siamo fermati per un giro del paesino, è davvero carina!!

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